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«La Regione Piemonte è stata la prima in Italia a strutturare percorsi diagnostici nell’ambito dei tumori eredo-familiari. Già con determinazione n. 485/1999, è stato approvato il progetto sperimentale di rete di Unità funzionali multidisciplinari di riferimento per la diagnosi genetica dei tumori ereditari, al quale è stato dato pratico avvio tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001.
Nel 2019, sono state approvate le disposizioni in merito alla diagnosi precoce del tumore della mammella e dell’ovaio, in soggetti sani con diagnosi di rischio eredo-familiare, individuando il codice di esenzione D99, per i portatori di mutazione genetica BRCA1 e BRCA2 e demandando a successivo atto della Direzione Sanità la definizione dei percorsi di presa in carico dei soggetti in parola, nell’ambito di un programma di screening dedicato, che si integri e si compenetri con il programma istituzionale di screening oncologici, attivo in Piemonte».
Così l’assessore alla Sanità del Piemonte Luigi Genesio Icardi sui tumori ereditari e sui percorsi diagnostici
«Con determinazione n. 750/2019 sono state definite le modalità di presa in carico dei soggetti con mutazione BRCA1 e BRCA2, identificando i centri deputati all’esecuzione degli esami in argomento. Le prestazioni erogate in regime di esenzione D99, vengono effettuate a favore di soggetti sani, portatori di mutazione, sia maschi, sia femmine e rientrano nei programmi di screening, per i quali il periodo di chiamata è definito per ogni paziente, essendo in presenza, appunto, di persone non malate, ma sottoposte a percorsi di prevenzione personalizzata.
Gli esami vengono dunque eseguiti presso i centri afferenti alla rete regionale, nell’ambito della quale vengono effettuate le prestazioni del programma “Prevenzione Serena”. Nei medesimi percorsi di prevenzione, inoltre, a fronte di persone con mutazione del BRCA1/2, viene dagli specialistici comunemente posta anche l’eventuale opzione, oltre che di screening personalizzato, anche di mastectomia bilaterale e/o ovariectomia, a scopo profilattico, effettuate a carico del Servizio sanitario regionale».
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